Logo Case della Memoria
“Voci dall’Alluvione: lettere al sindaco Piero Bargellini e sua moglie Leila 1966-67”
Lunedì 19 dicembre ore 17,30| Sala Gigli, Palazzo del Pegaso, Firenze

Presentazione del libro “Voci dall’Alluvione: lettere al sindaco Piero Bargellini  e sua moglie Leila 1966-67” con:

Eugenio Giani; Presidente del Consiglio regionale

Paolo Bambagioni:consigliere regionale

Annagret Hoelher, Curatrice del volume

Diana Toccafondi, Sovrintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana

Giovanni Pallanti, giornalista

Adriano Rigoli, Presidente Associazione Nazionale Case della Memoria

Coordina Marco Capaccioli, Editore





Presentazione di “L’altra Alluvione”di Aurora Castellani
Lunedì 5 dicembre 2016 (ore 21.15)| Sala Blu, Signa 

Racconta il tragico momento di cinquant’anni fa nella storia di Firenze e in quella dei Comuni limitrofi il volume a cura di Aurora Castellani dal titolo “L’altra Alluvione - 4 novembre 1966 a Prato, Campi Bisenzio, Signa, Lastra a Signa e Quarrata”. Il testo verrà presentato lunedì 5 dicembre a Signa (ore 21.15) presso la Sala Blu (in via degli Alberti, 11) e nell’occasione verranno proiettati anche filmati sull’Alluvione nel territorio signese, curati da Short Movie Man Studios. Presenti all’evento Alberto Cristianini sindaco di Signa, Giampiero Fossi assessore alla cultura del comune di Signa, Paolo Bambagioni consigliere regionale, Adriano Rigoli presidente dell’associazione nazionale Case della Memoria, Marco Capaccioli dell’associazione In-Polis, Aurora Castellani autrice del volume e Federico Gori per Short Movie Man Studios.

L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dell’Alluvione del 4 novembre 1966. 


Visita alla Casa di Robert Browning ed Elizabeth Barrett
28 novembre (ore 16)| Casa di Robert Browning ed Elizabeth Barrett (piazza San Felice a Firenze)

Un nuovo appuntamento organizzato dall’Associazione Nazionale Case della Memoria alla scoperta del rifugio di due famosi poeti inglesi stregati da Firenze. Il 28 novembre (ore 16) si terrà infatti la visita alla Casa di Robert Browning ed Elizabeth Barrett, in piazza San Felice a Firenze, battezzata dalla stessa scrittrice Casa Guidi per dare l’idea di una residenza familiare. I due, dopo essersi sposati nel 1846, clandestinamente a causa l'opposizione del padre di lei, arrivarono a Firenze e vi rimasero per quattordici anni, attratti dalla storia passata della città, ma anche dalla lotta per l'indipendenza italiana.

Oggi la casa è di proprietà del Landmark Trust e dell’Eton College, che hanno cercato di mantenere l'atmosfera originale, evitando che l'appartamento assumesse l'aspetto di un museo. I Browning impiegarono due anni ad arredarlo, acquistando a caro prezzo uno o due pezzi pregiati mentre la gran parte dei quadri e degli altri mobili fu trovata presso rigattieri fiorentini. Alcuni mobili provengono dalla famiglia Barrett, altri dalla famiglia Browning, ma l'insieme rimane come nell'Ottocento; per esempio tutte le porte, i caminetti, le pareti ed i soffitti sono quelli originari.

Nel corso della visita a Casa Guidi si potranno ascoltare dal vivo le testimonianze di alcuni "angeli del fango" inglesi; saranno inoltre lette le memorie di altri angeli del fango. A Casa Guidi, su invito dell'Associazione Nazionale Case della Memoria, sarà presente anche Francesca Paoletti, presidente della Chiesa Evangelica Riformata Svizzera che è proprietaria dei due cimiteri acattolici della città di Firenze: il Cimitero di Porta a Pinti, dove si trova la tomba di Elizabeth Barrett e il Cimitero degli Inglesi dove ci sono le tombe di Robert Weidemann Browning, figlio di Elizabeth Barrett e Robert Browning, e la tomba di Sarianna Browning, sorella di Robert Browning. Ci saranno poi Massimo Conti Donzelli, Console di Firenze del Touring Club Italiano e Antonella Nannicini, direttore della Casa Museo Tintori, che parlerà di Tintori e l’Alluvione.

Nella stessa occasione (ore 18) è prevista una visita alla chiesa anglicana di St. Mark, in via Maggio, che servì agli “Angeli del fango” per rifocillarsi. A seguire, il Coro della Chiesa Inglese di San Marco si esibirà nel “Flood Concert”. Il programma raccoglie pezzi solistici e pezzi corali con brani di Howells (“Like as the Hart”), Ireland (“Greater Love”), Rutter (“For the Beauty of the Earth”), MacMillan (“Ave Maris Stella”), Beck (“Offertory”), Fauré (“Pie Jesu”, “In Paradise”), Vaughan Williams (“Rise Heart”, “Let Beauty Awake”, “Youth and Love”).

Nell’occasione verrà presentato il volume “L’altra alluvione” a cura di Aurora Castellani (Edizioni Medicea).




Visita guidata e interventi alla mostra “Gli Alluvionati e il loro Sindaco”-1966 d’Acqua e Fango 2016
Sabato 26 novembre 2016 (ore 16)|  Studio Bargellini (Firenze)

CASE_OK.jpg
1966 D’Acqua e Fango 2016
28 novembre 2016| Firenze


ok_ok_ok_.jpg
 

“Gli alluvionati e il loro Sindaco”
Fino al 13 novembre 2016| Studio di Piero Bargellini (via delle Pinzochere 3, Firenze) 


BargelliniFirenze, 29 ottobre 2016 – Proseguono le iniziative del cartellone “1966 d’Acqua e Fango 2016” che l’Associazione Nazionale Case della Memoria promuove nelle case socie in occasione del 50º anniversario dell’alluvione di Firenze. Nuovi appuntamenti in programma vedono protagonisti lo Studio di Piero Bargellini a Firenze e le stanze di Indro Montanelli a Fucecchio.

È stata inaugurata stamani, nello Studio di Piero Bargellini (via delle Pinzochere 3, Firenze) la mostra “Gli Alluvionati ed il loro Sindaco, testimonianze inedite nello studio di Piero Bargellini”. Curata da Annegret Hoehler e Gregorio Nardi, curatore dell’Archivio di Piero Bargellini, l’esposizione è organizzata in collaborazione con l'Associazione Nazionale Case della Memoria e con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana.

«È una mostra bellissima – ha commentato la vicesindaco di Firenze, Cristina Giachi, intervenendo all’inaugurazione – perché è raro vedere documenti e materiali storici nei luoghi di cui questi stessi parlano. Questo ci permette di tramandare, anche ai più giovani, una memoria viva e non paludata. La figura di Bargellini è legata all’Alluvione non solo per il suo ruolo istituzionale, ma soprattutto per un lato prettamente umano. Mi ha sempre colpito il fatto che i fiorentini sentissero la libertà di rivolgersi a lui, al loro sindaco, per necessità piccole e grandi, urgenti e meno urgenti, in un dialogo diretto e aperto».

«Il programma delle manifestazioni promosse per ricordare l’Alluvione del 1966 ha davvero poco di rituale – spiega il presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, Adriano Rigoli -. Le iniziative prese soprattutto dal ‘Comitato Firenze 2016’ prima, e da ‘Toscana 2016’ dopo, hanno due obiettivi: approfondire la conoscenza di quella stagione variegata, salvandone la memoria, e adoperarsi, allo stesso tempo, perché quei fatti non si ripetano».

In mostra a Casa Bargellini, fino al 13 novembre, materiale inedito, non solo emozionante per lo speciale significato simbolico, ma anche utile per comprendere il rapporto tra i cittadini e il loro sindaco in quei tragici giorni: lettere, documenti, fotografie, testimonianze dalle carte inedite del sindaco dell'Alluvione.

La mostra è dedicata al ricordo di Bernardina Bargellini Nardi, che fino all’ultimo giorno di vita l’ha preparata con cura. Non mette al centro l’Alluvione, ma ai suoi protagonisti: i fiorentini, soprattutto quelli poveri, che si videro portar via dall’acqua i mezzi di sostentamento. La loro voce riemerge da centinaia di lettere indirizzate al sindaco e conservate nell’Archivio di Piero Bargellini, insieme ai suoi diari e a quelli della moglie Lelia. Vi si leggono parole come queste: “Signor Sindaco non sono abituato ad elemosinare, però in questo momento non vedo altra via d’uscita che rivolgermi a Lei e chiederLe di aiutarmi. Se crederà opportuno farlo, La prego di scavalcare le tante forme burocratiche, perché altrimenti tutto sarebbe inutile”. “Abbiamo perduto tutto – scrive un altro fiorentino - casa, macchina, bottega, ma non il coraggio. E quest’ultimo ci è venuto in particolar modo da lei signor Sindaco, che, ogni giorno vedevamo passare ora sereno, ora accigliato. E ci dava questa sua presenza l’impressione che tutti noi fossimo suoi figli e lei come un buon padre corresse a confortarci, a tirarci fuori da questa orribile melma, che in poche ore ha distrutto anni di sacrifici e tutti i nostri sogni.”

Vicino alle lettere, non mancano in mostra i libri della biblioteca di Bargellini, alcuni ancora coperti di fango, le dediche di Soffici o di Bontempelli, le lettere di Lisi e le poesie di De Pisis e molto altro.

In programma anche la presentazione di due pubblicazioni. La prima ripropone (in versione ampliata) il volume “L’Alluvione di Piero Bargellini” di Polistampa, un dettagliato resoconto dell’avventura del Sindaco narrato dalla figlia Bernardina e corredato di ricca documentazione. La seconda pubblicazione è il nuovo libro “Voci dall'Alluvione, lettere al Sindaco Piero Bargellini e sua moglie Lelia, 1966-67” curato da Annegret Hoehler ed edito dalla casa editrice CDeV. Quest’ultimo raccoglie una selezione delle centinaia di lettere di alluvionati indirizzate al loro Sindaco: straordinari documenti nei quali i fiorentini cercano un interlocutore, un testimone, descrivono lo stato della famiglia, della casa, del lavoro e invocano soccorso.

«Da queste lettere – spiega il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, Marco Capaccioli – vediamo che il sindaco è percepito come il patrono della città e che a lui ci si rivolge di conseguenza. Sappiamo dai ringraziamenti che le richieste talvolta vengono esaudite. Il sindaco attinge direttamente agli aiuti che arrivano da tutto il mondo e invia un assegno da quaranta o cinquantamila lire. Non ci sono passaggi burocratici. La trasparenza è diretta, l’onestà è scontata».

Seguirà, sempre a Casa Bargellini, domenica 30 ottobre (ore 16) una visita speciale per i soci dell’Associazione con la presenza dei curatori Gregorio e Annegret in collaborazione con l’Associazione Nazionale Case della Memoria.

Cambiando luogo, ma sempre nell’ambito della rete delle Case della Memoria, sempre oggi, sabato 29 ottobre (ore 16), ecco la visita dell’Associazione Nazionale Case della Memoria e del Touring Club Italiano della Toscana visiteranno alle Stanze di Indro Montanelli a Fucecchio (via di San Giorgio 2). A seguire (ore 17), per ricordare il 50º dell’alluvione di Firenze, la proiezione di un video in cui Indro Montanelli racconta le cause dello straripamento dell’Arno. Andrea Giuntini leggerà poi alcuni testi scritti da Indro Montanelli in occasione dell’alluvione. Info: www.fondazionemontanelli.it

In arrivo, sempre con l’Associazione, il 26 novembre, una nuova visita organizzata a Casa Bargellini in collaborazione con il Touring Club Italiano della Toscana e con la rivista Storia e Storie di Toscana. A seguire, la visita del 28 novembre a Casa di Robert Browning ed Elizabeth Barrett, in piazza San Felice, battezzata dalla stessa scrittrice Casa Guidi per dare l’idea di una residenza familiare. Nel mese di dicembre è prevista poi si farà tappa alla chiesa anglicana di St. Mark, in via Maggio, a Firenze, che servì agli “angeli del fango” per rifocillarsi.


“Casa in piena”,
Fino al 6 novembre 2016| Casa Carducci, Santa Maria a Monte (Pi)



Santa Maria a Monte (Pi), 3 novembre 2016 – C’è anche il museo Casa Carducci, una delle 58 abitazioni dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, al centro delle iniziative pensate per il 50º anniversario dell’alluvione dal comune di Santa Maria a Monte (Pi). La rassegna si chiama “Arno d’oro”, ed è promossa dal comune del pisano dal per ricordare il tragico evento che colpì anche il territorio della Provincia di Pisa.


Ieri, giovedì 3 novembre (ore 18) al museo Casa Carducci (via Carducci, 29) è stata inaugurata “Casa in piena” una mostra foto/videografica teatralizzata, a cura degli allievi dei laboratori artistici de “I pensieri di Bo” che rimarrà aperta fino a domenica 6 novembre. La mostra, s’inserisce nel cartellone “D’Acqua e Fango” che l’Associazione Nazionale Case della Memoria promuove nelle case socie in occasione del 50º anniversario dell’alluvione. Sarà aperta venerdì 4 al mattino solo per gli studenti delle Scuole Medie, per tutti dalle 16.30 alle 18.30; sabato 5 solo al mattino per gli studenti delle Scuole Medie; domenica 6 dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.30.

Oggi, venerdì 4 novembre (ore 18), nella sala consiliare del Palazzo comunale, si aprirà “L’alluvione in provincia di Pisa”, una mostra fotografico-documentaria itinerante a cura della rete archivistica Bibliolandia, composta di 15 pannelli sui cui verranno esposti documenti provenienti dagli archivi storici dei Comuni della Provincia di Pisa. Nella stessa occasione si terrà anche la presentazione del libro “Il fragore della memoria”. Alle 21.15, al teatro comunale, ecco invece lo spettacolo teatrale “Argine in rima”, con il poeta estemporaneo Emilio Meliani e gli allievi ed attori della Compagnia teatrale “I pensieri di Bo’”. Il testo e la regia sono stati realizzati dal direttore artistico Franco Di Corcia jr.

Gli spettacoli sul tema dell’alluvione continueranno sabato 6 novembre (ore 16.30), con “Se fossi acqua”, ideato ancora da Franco Di Corcia jr, che si terrà sull’argine del fiume Arno, in località Colombaie, proprio nel punto in cui si verificò l’esondazione. In scena gli allievi de “I pensieri di Bo’”, con il contributo della scuola “Espressioni danza” di Marica Torricelli, la Compagnia teatrale “L’anello” di Cascina e la Compagnia teatrale “Dida’sko” di Castelfranco di Sotto. Le iniziative si colluderanno domenica 6 novembre (ore 16.30) nella parrocchia dei Santi Giuseppe e Anna di San Donato, con una Santa Messa di commemorazione presieduta dal vescovo di San Miniato, Monsignor Andrea Migliavacca.           

Iniziative a Santa Maria a Monte in occasione del 50° Anniversario dell’Alluvione del 1966
Novembre 2016| Santa Maria a Monte (Pi)

In occasione del 50° anniversario dell'alluvione del 1966, il Comune intende ricordare con una serie di iniziative quei tragici giorni in cui l'argine di destra dell'Arno, in località "Le Colombaie", cedette sotto la forte pressione delle acque, provocando l'allagamento della pianura di Ponticelli, San Donato e di tutto il Valdarno Inferiore.

Progetto ARNO D’ORO
“Cinquant’anni con l’Alluvione”
MEMORIA IN PIENA
Mostra Foto/Videografica teatralizzata a cura degli Allievi/Attori della Compagnia Lab dell’Associazione Culturale e Teatrale I Pensieri di Bo’.
Installazione presso Museo “Casa Carducci”.
Periodo di permanenza: dal 3 al 6 novembre 2016.
Inaugurazione: Giovedì 3 Novembre ore 18:00.

Aperture:

Venerdì 4 Novembre – (9:00-13:00 ; 15:00-17:00).
Sabato 5 Novembre – (9:00-13:00).
Domenica 6 Novembre – (orario 10:00-13:00).

L’ALLUVIONE IN PROVINCIA DI PISA. Mostra fotografico-documentaria
Inaugurazione della mostra documentaria e fotografica sull'alluvione in Provincia di Pisa, curata dalla Rete Archivistica Bibliolandia.
Installazione presso l'atrio del Palazzo Comunale.
Presentazione della pubblicazione "Il fragore della memoria. Cronaca, ricordi, documenti e immagini a cinquant'anni dall'alluvione del 1966", sull'esondazione dell'Arno nel territorio comunale di Santa Maria a Monte.

Venerdì 4 Novembre, ore 18:00.

ARGINE IN RIMA
Appuntamento teatrale con la poesia in ottava rima.
L’Alluvione del ’66 raccontata in ottava rima da Emilio Meliani con il contributo artistico degli Allievi/Attori della Compagnia Lab dell’Associazione Culturale e Teatrale I Pensieri di Bo’.
Testo e Regia di Franco Di Corcia jr.

Venerdì 4 novembre ore 21,15 c/o Teatro Comunale.

SE IO FOSSI ACQUA
Spettacolo Teatrale sul luogo dove si verificò la rottura dell’argine nel Comune di Santa Maria a Monte, scritto per l’occasione e diretto da Franco Di Corcia jr.
In scena gli allievi attori de I Pensieri di Bo' con il prezioso contributo della Scuola Espressioni Danza di Marika Torricelli, della Compagnia Teatrale L’Anello di Cascina e della Compagnia Teatrale Dida’sko di Castelfranco di Sotto.
Lo spettacolo verrà realizzato all’aperto in via delle Colombaie, nei pressi dell’attuale edificio del Genio Civile.
Messa in scena Sabato 5 novembre ore 16,30, Località “Le Colombaie” (Ponticelli).

SAN DONATO RICORDA L’ALLUVIONE
Parrocchia dei Santi Giuseppe ed Anna – San Donato
Santa Messa, ore 10:30. Commemorazione religiosa dei 50 anni dall’Alluvione del 1966, presieduta da S. E. Mons. Andrea Migliavacca, Vescovo di San Miniato.

Autunno 1966 – L’arte annegata

Da molti giorni pioveva su tutta la nazione. Le piogge erano aumentate anche in Toscana, ma a Firenze e dintorni nessuno si dava eccessive preoccupazioni. Ci si preparava a festeggiare il 4 novembre festa nazionale  per la vittoria nella prima  guerra mondiale .

Alle prime ore del 4 novembre  l’Arno straripò nella città d’arte.

La sera del 3 novembre Leonetto Tintori  era di ritorno da Venezia dove stava portando avanti dei restauri per la Soprintendenza ai Monumenti . Per le insistenze della moglie Elena  la raggiunse  a Quercianella.  A mattina inoltrata ebbero la notizia di quanto accaduto a Firenze .

Tintori cercò  di raggiungere il laboratorio di Via della Ninna sotto gli Uffizi pieno di opere restaurate in attesa di riconsegna . All’epoca dell’alluvione in via della Ninna aveva il suo studio/laboratorio con possibilità di poter dormire  quando faceva tardi la sera.

Dopo questa premessa lascio il racconto allo stesso Leonetto .

Dopo inutili tentativi di mettermi in comunicazione telefonicamente decisi di partire ma anche nei

treni c’era qualcosa che non funzionava. Enormi ritardi , treni soppressi, zone irrangiungibili.

Fu il capostazione di Quercianella ad aiutarmi nel tentativo di partecipare a salvare quanto più era  possibile. Il bravo Dott. Padovani riuscì a far fermare a Quercianella un direttissimo per Livorno-

Pisa, dopo avrei dovuto arrangiarmi. Dopo inaudite peripezie giunsi a Prato.

Il giorno dopo aggirando ostacoli di ogni genere riuscii a giungere in via della Ninna fra cumuli di oggetti travolti e dispersi momentaneamente scansati dai primi volontari in improvvisati viottoli transitabili.

La notte della tragedia avrei dovuto passarla approfittando della cameretta allestita in un ripostiglio del laboratorio, ma Elena mi telefonò insistendo sull'anticipo del mio abituale ritorno a casa settimanale.

La porta esposta nella Piazzetta dei Castellani era stata sfondata dalla prima ondata limacciosa , le inferriate alle finestre ornate di fronde , di alberi divelti ed il cancelletto sul cortile degli Uffizi sprangato  e inapribile .

Restando chiuso da inferriate dalla parte della Galleria degli Uffizi e dall'incalzante ondata della piena dall'uscita di Piazza dei Castellani, non avrei avuto scampo, poiché il limite della piena superò il soffitto del laboratorio dove sarei stato inesorabilmente intrappolato.

Sono passati molti anni ma rivedo con chiarezza il desolante pantano nello studio e nelle stanze adiacenti dove affioravano semisommerse le preziose attrezzature: …. il microscopio, cassette e residui di pitture e sculture antiche coperte di nafta e fango.

Dal ripostiglio che fungeva da cameretta sloggiarono le brandine ed il cassettone dopo averlo svuotato di tutto il lacero contenuto; dei quadretti di Elena appesi al muro, due o tre erano ancora in condizioni di possibile recupero ed anche la testa dell'Addolorata, dipinta da Lorenzo Lippi di mia esclusiva proprietà, protetta da un recente buon intelamento non era tanto male. Era uno fra i pochi capolavori personalmente acquistati e restaurati;  nel corso della carriera, frequentando  collezionisti e mercanti, non perdevo occasione di acquistare  quando mi era permesso dalle limitate possibilità economiche. Uno degli ultimi acquisti era una bella natura morta di un noto  fiammingo con sottobosco e porcellini d'India bianchi e marroni in perfette condizioni.

Di questo fiammingo prezioso restava ora soltanto tela e telaio, appesi sulla parete della stanza più grande in sconsolato silenzio. Tutta la pittura era stata sciolta e colata dalla lurida ondata. Questo era nulla in confronto alla pericolosa saturazione di due grandi crocifissi trecenteschi restaurati per la Soprintendenza delle Marche e dei rotoli di affreschi vasariani staccati ad Arezzo. Per fortuna le vernici stese recentemente dopo il restauro impedirono la sorte toccata ai porcellini d'India ed il loro secondo restauro, per quanto complesso e difficile, li riportò in luce.(…)

Soltanto dopo diversi giorni di pronto soccorso verso l'arte annegata, fu possibile il trasloco in sede idonea a provvedimenti urgenti e continui indispensabili.(…)

Fu liberata una sala della biblioteca a pianterreno di Palazzo Pitti per ospitare Leonetto e il suo gruppo , ed egli commenta:

 “ritenuti validi i risultati e soprattutto apprezzata l'ingegnosità dimostrata nell'affrontare le più varie difficoltà, la commissione internazionale istituita per superare la calamità ottenne di approntare per il gruppo dei restauratori indipendenti un grande laboratorio nel soffittone  sopra il Museo delle Carrozze. Sotto l'occhio vigile e diffidente  del potenziato Gabinetto di restauro degli Uffizi, il soffittone fu pulito ed adattato al nuovo compito .

In questi note si avverte qualche” frizione polemica” verso i restauratori statali  supportati dall’Istituto Centrale del Restauro di Roma .

Tintori pur  lavorando  quasi esclusivamente su opere statali non  ha mai desiderato  essere un impiegato statale, come del resto altri restauratori della sua epoca.  Lavorava in gruppo con validi restauratori “indipendenti” come Giuseppe Rosi, Alfio del Serra, Giuseppe Gavazzi, Amedeo Lepri, Angiolo Lombardini, Giovanni Cabras , e più tardi Andrea Rothe,  e Barbara Schleicher .

Per finire un ultimo ricordo di Leonetto artista alluvionato.

Nelle cantine della Galleria degli Uffizi con il permesso del Dott. Procacci ancora amico riconoscente ,  erano ospitati un gruppo di sculture in terracotta, gessi e cera ritirati da una mostra personale realizzata con discreto successo alla Galleria "Fiore" in Via della Pergola.

Alle sculture non ritenni necessario nessun personale intervento dopo l’ alluvione e seguirono la sorte di altri oggetti ospiti del sotterraneo.

Per quanto diverse volte abbia cercato di conoscerne il loro definitivo alloggio, non sono mai riuscito a sapere qualcosa di sicuro e preciso. Queste sono ancora di mia proprietà e potrei rivendicarne il possesso, sempre ammesso di riuscire a sapere dove sono.


Collage da testi editi “Autoritratto”e inediti  archivio Tintori

di Antonella Nannicini











Fucecchio novembre 1966. I giorni dell’Alluvione
Fino al 20 novembre 2016| Museo di Fucecchio (Fi)



Rassegna stampa
Banner Expo 2015
Banner Memoria
Custom
Banner Alluvione
Custom